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Poco si sa della vita di Eschilo: secondo la tradizione avrebbe partecipato alla battaglia di Maratona e rievocò la guerra contro la Persia nella sua produzione, con la tragedia "I Persiani". E' il più antico tra gli autori della tradizionale triade dei tragici greci (composta, inoltre, da Sofocle e da Euripide) cosicché le sue opere registrano ancora alcune rozzezze nella struttura del dramma, e tuttavia ad Eschilo va il merito di aver creato l'"homo tragicus", colui che ha coscienza dei dissidi che animano la realtà e sceglie ciò che per lui è giusto, anche se sa che la sua scelta lo porterà alla rovina. Questa concezione è evidente nella trilogia dell'Orestea (l'unica che sia giunta intera fino a noi), in cui la tipica ideologia greca dell' "ereditarietà della colpa" perde ogni connotazione fatalistica e i protagonisti non appaiono più guidati da un destino che non possono controllare, ma sono pienamente padroni delle loro scelte…anche quando queste non sono moralmente accettabili per quelli che li circondano.
(Gabriella Amabile)
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Persiani (472) Sette a Tebe (467) Agamennone (458) Coefore (458) Eumenidi (458) Supplici (dopo il 467) Prometeo incatenato (dopo il 460)
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