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Della vita di Euripide si hanno numerosi (e maligni) aneddoti dovuti ai commediografi a lui contemporanei, ma poche notizie certe: visse nell'Atene di Pericle e morì prima di Sofocle, pur essendo più giovane. Scarso fu il successo riscosso presso il pubblico, non ancora pronto ad accettare il cambiamento radicale che Euripide operò nella concezione della tragedia, rompendo gli schemi creati da Eschilo e Sofocle. L'uomo euripideo non si confronta con una dimensione divina o extra-umana su cui non ha nessuna possibilità di influire, ma lotta contro un evento che lo colpisce improvvisamente dall'esterno e che determina azioni, buone o cattive che siano, di cui il protagonista è pienamente responsabile.
Decadeva, quindi, la caratteristica essenziale della tragedia, nata quasi come rito religioso, e con questa laicizzazione si apriva la strada alla Commedia nuova di Menandro.
(Gabriella Amabile)
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Alcesti (438) Medea (431) Ippolito (428) Ecuba (423 ?) Supplici (422 ?) Ifigenia in Tauride (414 ?) Elettra (413 ?) Fenicie (411 ?) Oreste (408)
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