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Avesse scritto anche solo quel capolavoro angosciante e profetico che è "1984" già Orwell avrebbe meritato un posto imperituro nell'olimpo della letteratura. Il fatto è che Orwell ha invece alle spalle una copiosa produzione che spazia dal documentaristico sociale al drammatico personale, dalla saggistica all'allegoria politica, dall'autobiografia alla critica letteraria. Nato nel 1903 in India, Eric Arthur Blair (questo il suo vero nome) malsopporta la rigida e sclerotizzata educazione che doveva farne un funzionario dell'Impero britannico, come sue padre. Sviluppato un forte sentimento di rifiuto nei confronti del colonialismo e dell'intero sistema sociopolitico britannico, Orwell rinnega quel mondo a cui era destinato e sceglie la strada dell'indipendenza intellettuale e politica. Conosce la miseria e ne parla nei suoi primi libri; fa il lavapiatti, il commesso di libreria, l'insegnante, il giornalista, e partecipa alla guerra civile spagnola militando nel POUM (Partito d'Unificazione Marxista). Quella di Orwell è una scrittura tesa, a volte dimessa a volte capace di straordinari slanci, scarna ed essenziale eppur drammatica; le sue opere, pur nella diversità tematiche e stilistiche, sono caratterizzate da una straordinaria capacità di indagine psicologica e da una lucida analisi della società, con una particolare attenzione agli aspetti deteriori del "Sistema". La riflessione è puntata sulla sopraffazione dell'individuo da parte della società: è aspra la critica al colonialismo, al capitalismo, al totalitarismo, ai sistemi sociali e politici con cui lo scrittore è venuto a contatto e di cui ha vissuto anche tragicamente gli effetti sulla propria pelle. L'ultima parte della produzione orwelliana è caratterizzata dalla disillusione ideologica e da un'attenta analisi e critica ai sistemi del linguaggio e della comunicazione e alla manipolazione degli individui che attraverso tali strumenti può essere effettuata. Amaro e disilluso, Orwell verrà forse ricordato come il maestro delle distopie: un artista che, come lui stesso scrive, riuscì a "agire politicamente senza sacrificare la propria integrità etica e intellettuale".
(Dario Abrescia)
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Senza un soldo a Parigi e Londra (Down and out in Paris and London), 1933 Giorni in Birmania (Burmese days), 1934 La figlia del Reverendo (A clargyman's daughter), 1936 Fiorirà l'aspidistra (Keep the aspidistra flying), 1936 La strada di Wigan Pier (The road to Wigan Pier), 1937 Omaggio alla Catalogna (Homage to Catalonia), 1938 Una boccata d'aria (Coming up for air), 1939 (The Lion and the Unicorn), 1940 (The Socialism and the English Genius), 1941 La fattoria degli animali (Animal Farm), 1944 Nel ventre della balena e altri saggi (Inside the whale and other essays), 1945 1984 (Ninety Eighty-Four), 1949
Collected Essays, Journalism and Letters of George Orwell, 1986 in parte tradotti in italiano in "Tra sdegno e passione" e "Cronache di guerra"
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