SOFOCLE

La vita di Sofocle coincise con il momento espansionistico e di massima gloria per l'Atene periclea, e il tragediografo si mostra perfettamente consapevole di questo grande presente, ma al contempo timoroso che l'ideologia dell'antica polis possa andare persa.
Questa sfiducia nel presente risulta evidente nell'eroe sofocleo, tutto teso alla realizzazione di sé e all'affermazione della propria individualità, che, quando viene realizzata, porta, però, la rovina del protagonista.
In Sofocle si assiste ad un arte più matura ed equilibrata rispetto a quella dell'arcaico Eschilo: viene introdotto il terzo attore, per una maggiore intensità e rapidità del dramma, e la tradizionale struttura dualistica della tragedia (la prima parte lirica, la seconda d'azione) non viene sempre rispettata, in modo che la vicenda non proceda più  in maniera rigida e lineare, diventando complessa e intricata, con una conseguente crescita di pathos.


(Gabriella Amabile)



BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


Aiace (455 ?)
Antigone (442 ?)
Edipo re (430 ?)
Trachinie (430 ?)
Elettra (418 ?)
Filottete (409)
Edipo a Colono (407?)

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Dario Abrescia   libridine@libero.it
Gabriella Amabile   ka-tet@libero.it